Archivio mensile:Agosto 2026

Gilberto Padovan, l’idea di un Rotary oltre i confini territoriali

Alla nascita del Club Rotary Passport D.2060 Tre Venezie (28 gennaio 2026) vi è l’iniziativa di Gilberto Padovan, fondatore del nuovo Club, che ha promosso un modello associativo pensato per interpretare in modo più flessibile e contemporaneo l’appartenenza rotariana. La sua idea parte da una considerazione concreta: in una società nella quale le persone si muovono sempre più frequentemente tra città, professioni e territori diversi, anche la partecipazione associativa può trovare nuove modalità di espressione.

Il progetto del Passport D.2060 Tre Venezie nasce quindi dalla volontà di creare una realtà capace di mettere in relazione soci provenienti da differenti aree del Triveneto, favorendo incontri, scambi professionali e iniziative di servizio anche al di fuori dei tradizionali confini territoriali. Padovan ha dato forma a questa impostazione attraverso un percorso di aggregazione che pone al centro non soltanto l’appartenenza al Club, ma soprattutto la disponibilità dei soci a condividere competenze, esperienze e responsabilità.

Il ruolo del fondatore si colloca dunque nella costruzione di una visione: mantenere saldi i valori fondamentali del Rotary e, nello stesso tempo, sperimentare una formula organizzativa coerente con le trasformazioni della società contemporanea. Una prospettiva nella quale l’innovazione non sostituisce la tradizione rotariana, ma diventa uno strumento per renderne più efficace la capacità di servizio.

È in questa sintesi tra esperienza e apertura al futuro che si colloca il contributo di Gilberto Padovan alla costituzione del nuovo Club. La sua iniziativa ha portato alla formazione di una comunità rotariana che intende fare della mobilità, delle relazioni e della collaborazione interterritoriale non semplicemente una caratteristica organizzativa, ma un’opportunità concreta per sviluppare nuovi progetti.

Il valore del progetto, più che nella figura del fondatore in sé, risiede quindi nella capacità di trasformare un’idea in una struttura associativa e di affidarne successivamente la crescita alla partecipazione dei soci. È una impostazione che restituisce al Rotary la sua dimensione essenziale: persone diverse per professione e provenienza che scelgono di mettere in comune competenze e disponibilità per realizzare iniziative rivolte alla comunità.