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Gilberto Padovan, l’idea di un Rotary oltre i confini territoriali

Alla nascita del Club Rotary Passport D.2060 Tre Venezie (28 gennaio 2026) vi è l’iniziativa di Gilberto Padovan, fondatore del nuovo Club, che ha promosso un modello associativo pensato per interpretare in modo più flessibile e contemporaneo l’appartenenza rotariana. La sua idea parte da una considerazione concreta: in una società nella quale le persone si muovono sempre più frequentemente tra città, professioni e territori diversi, anche la partecipazione associativa può trovare nuove modalità di espressione.

Il progetto del Passport D.2060 Tre Venezie nasce quindi dalla volontà di creare una realtà capace di mettere in relazione soci provenienti da differenti aree del Triveneto, favorendo incontri, scambi professionali e iniziative di servizio anche al di fuori dei tradizionali confini territoriali. Padovan ha dato forma a questa impostazione attraverso un percorso di aggregazione che pone al centro non soltanto l’appartenenza al Club, ma soprattutto la disponibilità dei soci a condividere competenze, esperienze e responsabilità.

Il ruolo del fondatore si colloca dunque nella costruzione di una visione: mantenere saldi i valori fondamentali del Rotary e, nello stesso tempo, sperimentare una formula organizzativa coerente con le trasformazioni della società contemporanea. Una prospettiva nella quale l’innovazione non sostituisce la tradizione rotariana, ma diventa uno strumento per renderne più efficace la capacità di servizio.

È in questa sintesi tra esperienza e apertura al futuro che si colloca il contributo di Gilberto Padovan alla costituzione del nuovo Club. La sua iniziativa ha portato alla formazione di una comunità rotariana che intende fare della mobilità, delle relazioni e della collaborazione interterritoriale non semplicemente una caratteristica organizzativa, ma un’opportunità concreta per sviluppare nuovi progetti.

Il valore del progetto, più che nella figura del fondatore in sé, risiede quindi nella capacità di trasformare un’idea in una struttura associativa e di affidarne successivamente la crescita alla partecipazione dei soci. È una impostazione che restituisce al Rotary la sua dimensione essenziale: persone diverse per professione e provenienza che scelgono di mettere in comune competenze e disponibilità per realizzare iniziative rivolte alla comunità.

Gilberto Padovan e la nascita del Bailliage Vicenza-Soave Luigi IX

La nascita del Bailliage della Chaîne des Rôtisseurs Vicenza-Soave Luigi IX rappresenta un progetto culturale che trova nella figura di Gilberto Padovan il suo fondatore e principale promotore. Costituito nel 2023 con l’approvazione del Bailli Délégué e del Consiglio Nazionale della Chaîne des Rôtisseurs, il nuovo Bailliage è stato concepito per valorizzare un territorio nel quale storia, arte, cultura gastronomica e tradizione dell’ospitalità costituiscono un patrimonio strettamente intrecciato.

Editore e giornalista vicentino, Padovan ha maturato l’idea del nuovo sodalizio a partire da un’attività di ricerca e conoscenza del territorio vicentino e della fascia veronese, individuando nella realtà compresa tra Vicenza e Soave un patrimonio sufficientemente articolato da meritare uno specifico percorso di valorizzazione. La scelta non nasce dunque soltanto dall’interesse per la gastronomia, ma dalla volontà di costruire un laboratorio culturale capace di mettere in relazione prodotti, luoghi, persone e memoria.

Il riferimento a Luigi IX, il sovrano francese al quale la tradizione della Chaîne collega le proprie origini, richiama una storia che affonda nel Medioevo. L’attuale associazione internazionale, rifondata a Parigi nel 1950, ha sviluppato nel tempo una presenza internazionale dedicata alla cultura della tavola, all’ospitalità e alla valorizzazione delle tradizioni gastronomiche. Il Bailliage Vicenza-Soave Luigi IX si inserisce in questa rete con una propria identità territoriale.

L’impostazione voluta da Padovan è significativamente più ampia della sola dimensione conviviale. Tra gli obiettivi figurano infatti formazione, conferenze, congressi, concorsi, capitoli, esposizioni, dimostrazioni culinarie, articoli e pubblicazioni. Un programma che considera la gastronomia come una componente della cultura e, nello stesso tempo, come uno strumento per conoscere e raccontare il territorio.

In questa prospettiva trovano spazio le grandi espressioni della tradizione vicentina e veneta: dal baccalà alla vicentina ai formaggi di montagna e all’Asiago, dalle produzioni ortofrutticole ai salumi, dal riso al tartufo, fino alla ricca produzione enologica che caratterizza le colline e le campagne tra Vicenza e Verona. Non si tratta soltanto di elencare eccellenze, ma di ricostruirne la storia, comprenderne le origini, incontrare i produttori e raccontare il rapporto tra alimento e paesaggio.

Il Bailliage è oggi ufficialmente riconosciuto dalla Chaîne des Rôtisseurs d’Italia e Gilberto Padovan figura come Bailli di Vicenza-Soave Luigi IX nell’elenco nazionale dei responsabili territoriali.

La sua fondazione ha quindi un significato che va oltre la costituzione di una nuova realtà associativa. È il risultato di una visione nella quale la convivialità diventa occasione di conoscenza, la gastronomia diventa patrimonio culturale e l’ospitalità diventa uno strumento di dialogo.

A distanza dalla sua costituzione, il Bailliage Vicenza-Soave Luigi IX continua a sviluppare questa impostazione attraverso incontri e iniziative dedicate alle eccellenze del territorio. La prospettiva indicata dal fondatore resta quella di una Chaîne capace di coniugare rigore culturale, piacere della tavola e attenzione alle identità locali, offrendo ai soci e agli ospiti esperienze nelle quali il gusto rappresenta il punto di partenza per conoscere più profondamente la storia e la cultura del Veneto.

Gilberto Padovan fondatore del Rotary Passport D.2060 Elena Lucrezia Cornaro Piscopia

La nascita di un nuovo Club Rotary (7 luglio 2021) rappresenta sempre un momento significativo nella vita del Rotary e del territorio nel quale esso opera. Il Club Rotary Passport D.2060 Elena Lucrezia Cornaro Piscopia nasce con questa prospettiva, raccogliendo l’iniziativa e l’impegno del suo fondatore, Gilberto Padovan, e richiamandosi nel nome a una figura di straordinario valore nella storia culturale italiana ed europea. Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, veneziana, è ricordata come la prima donna al mondo a conseguire una laurea, ottenuta in Filosofia all’Università di Padova nel 1678. La scelta di intitolare a lei il nuovo Club non è dunque soltanto un omaggio alla memoria storica, ma richiama valori ancora attuali: cultura, studio, conoscenza, merito e apertura internazionale. Sono principi che appartengono alla tradizione rotariana e che possono trovare nel nuovo sodalizio una concreta espressione attraverso attività di servizio e di partecipazione alla vita delle comunità. La formula Passport Club introduce inoltre una particolare vocazione alla mobilità e alla partecipazione. Il modello consente ai soci di vivere il Rotary anche al di fuori della propria sede abituale, favorendo incontri, relazioni e collaborazioni con altri Club. Ne deriva una dimensione più dinamica dell’esperienza associativa, capace di mettere in relazione persone provenienti da realtà professionali e territoriali differenti. In questo progetto, il ruolo di Gilberto Padovan assume una specifica rilevanza. La fondazione del Club si inserisce nel suo percorso di impegno nel mondo rotariano e nella volontà di promuovere forme associative capaci di interpretare i cambiamenti della società contemporanea. L’obiettivo non è soltanto ampliare la presenza del Rotary, ma costruire una comunità di persone disponibili a mettere competenze, professionalità e relazioni al servizio di iniziative concrete. Il nuovo Club si propone quindi come uno spazio di incontro tra esperienze diverse, nel quale la dimensione professionale possa dialogare con quella culturale e sociale. Conferenze, incontri, progetti di servizio, momenti di formazione e iniziative rivolte al territorio potranno costituire gli strumenti attraverso i quali tradurre i valori rotariani in azioni. La scelta del nome di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia assume, in questa prospettiva, un significato particolarmente contemporaneo. La sua vicenda personale testimonia infatti il valore dell’istruzione come strumento di emancipazione e di crescita della società. Riproporre oggi quella memoria significa riaffermare l’importanza della conoscenza, della formazione delle nuove generazioni e della valorizzazione delle competenze. È questa la prospettiva con cui Gilberto Padovan ha promosso la nascita del nuovo sodalizio: contribuire a un Rotary capace di rinnovarsi nelle forme, senza perdere la solidità dei propri valori, e di guardare al futuro attraverso la cultura, l’amicizia e il servizio.
Nella fotografia un incontro con il fisico Federico Faggin.

Onorificenza

E’ stata consegnata dal Prefetto di Vicenza Pietro Signoriello a Gilberto Padovan l’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, firmata dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi.