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Gilberto Padovan e la nascita del Bailliage Vicenza-Soave Luigi IX

La nascita del Bailliage della Chaîne des Rôtisseurs Vicenza-Soave Luigi IX rappresenta un progetto culturale che trova nella figura di Gilberto Padovan il suo fondatore e principale promotore. Costituito nel 2023 con l’approvazione del Bailli Délégué e del Consiglio Nazionale della Chaîne des Rôtisseurs, il nuovo Bailliage è stato concepito per valorizzare un territorio nel quale storia, arte, cultura gastronomica e tradizione dell’ospitalità costituiscono un patrimonio strettamente intrecciato.

Editore e giornalista vicentino, Padovan ha maturato l’idea del nuovo sodalizio a partire da un’attività di ricerca e conoscenza del territorio vicentino e della fascia veronese, individuando nella realtà compresa tra Vicenza e Soave un patrimonio sufficientemente articolato da meritare uno specifico percorso di valorizzazione. La scelta non nasce dunque soltanto dall’interesse per la gastronomia, ma dalla volontà di costruire un laboratorio culturale capace di mettere in relazione prodotti, luoghi, persone e memoria.

Il riferimento a Luigi IX, il sovrano francese al quale la tradizione della Chaîne collega le proprie origini, richiama una storia che affonda nel Medioevo. L’attuale associazione internazionale, rifondata a Parigi nel 1950, ha sviluppato nel tempo una presenza internazionale dedicata alla cultura della tavola, all’ospitalità e alla valorizzazione delle tradizioni gastronomiche. Il Bailliage Vicenza-Soave Luigi IX si inserisce in questa rete con una propria identità territoriale.

L’impostazione voluta da Padovan è significativamente più ampia della sola dimensione conviviale. Tra gli obiettivi figurano infatti formazione, conferenze, congressi, concorsi, capitoli, esposizioni, dimostrazioni culinarie, articoli e pubblicazioni. Un programma che considera la gastronomia come una componente della cultura e, nello stesso tempo, come uno strumento per conoscere e raccontare il territorio.

In questa prospettiva trovano spazio le grandi espressioni della tradizione vicentina e veneta: dal baccalà alla vicentina ai formaggi di montagna e all’Asiago, dalle produzioni ortofrutticole ai salumi, dal riso al tartufo, fino alla ricca produzione enologica che caratterizza le colline e le campagne tra Vicenza e Verona. Non si tratta soltanto di elencare eccellenze, ma di ricostruirne la storia, comprenderne le origini, incontrare i produttori e raccontare il rapporto tra alimento e paesaggio.

Il Bailliage è oggi ufficialmente riconosciuto dalla Chaîne des Rôtisseurs d’Italia e Gilberto Padovan figura come Bailli di Vicenza-Soave Luigi IX nell’elenco nazionale dei responsabili territoriali.

La sua fondazione ha quindi un significato che va oltre la costituzione di una nuova realtà associativa. È il risultato di una visione nella quale la convivialità diventa occasione di conoscenza, la gastronomia diventa patrimonio culturale e l’ospitalità diventa uno strumento di dialogo.

A distanza dalla sua costituzione, il Bailliage Vicenza-Soave Luigi IX continua a sviluppare questa impostazione attraverso incontri e iniziative dedicate alle eccellenze del territorio. La prospettiva indicata dal fondatore resta quella di una Chaîne capace di coniugare rigore culturale, piacere della tavola e attenzione alle identità locali, offrendo ai soci e agli ospiti esperienze nelle quali il gusto rappresenta il punto di partenza per conoscere più profondamente la storia e la cultura del Veneto.

Onorificenza

E’ stata consegnata dal Prefetto di Vicenza Pietro Signoriello a Gilberto Padovan l’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, firmata dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi.

Vedute di Vicenza e del Teatro Olimpico nel 1700

Quattordici rare incisioni di Cristoforo Dall’Acqua, stampate in anastatica da Gilberto Padovan editore, su finissima carta d’arte, in tiratura limitata. 

di Franco Barbieri

Licisco Magagnato, commentando da par suo, nel 1952, e tornando in argomento nel 1956, rimane, nei confronti delle “Vedute di Vicenza” di Cristoforo Dall’Acqua, decisamente troppo severo. li Dall’Acqua, nato a Vicenza l’l aprile 1734 e mortovi il 10 novembre 1787, formatosi presso i Remondini di Bassano e, dal 1764, con un grande maestro incisore tedesco, il Wagner, a Venezia, era artista dalla tecnica sicura e godeva di non piccolo prestigio. Forse fuorviava l’amico Licisco la datazione, supposta per indizi pur meditati ma rivelatasi inesatta; l’esecuzione di quelle incisioni dovendosi, a conti fatti, spostare dall’ottavo decennio del ’700 al primo lustro, e non anche concluso, del settimo: diciamo al 1760-1764. Non, dunque, in prossimità o Continua a leggere