Gilberto Padovan fondatore del Rotary Passport D.2060 Elena Lucrezia Cornaro Piscopia

La nascita di un nuovo Club Rotary (7 luglio 2021) rappresenta sempre un momento significativo nella vita del Rotary e del territorio nel quale esso opera. Il Club Rotary Passport D.2060 Elena Lucrezia Cornaro Piscopia nasce con questa prospettiva, raccogliendo l’iniziativa e l’impegno del suo fondatore, Gilberto Padovan, e richiamandosi nel nome a una figura di straordinario valore nella storia culturale italiana ed europea. Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, veneziana, è ricordata come la prima donna al mondo a conseguire una laurea, ottenuta in Filosofia all’Università di Padova nel 1678. La scelta di intitolare a lei il nuovo Club non è dunque soltanto un omaggio alla memoria storica, ma richiama valori ancora attuali: cultura, studio, conoscenza, merito e apertura internazionale. Sono principi che appartengono alla tradizione rotariana e che possono trovare nel nuovo sodalizio una concreta espressione attraverso attività di servizio e di partecipazione alla vita delle comunità. La formula Passport Club introduce inoltre una particolare vocazione alla mobilità e alla partecipazione. Il modello consente ai soci di vivere il Rotary anche al di fuori della propria sede abituale, favorendo incontri, relazioni e collaborazioni con altri Club. Ne deriva una dimensione più dinamica dell’esperienza associativa, capace di mettere in relazione persone provenienti da realtà professionali e territoriali differenti. In questo progetto, il ruolo di Gilberto Padovan assume una specifica rilevanza. La fondazione del Club si inserisce nel suo percorso di impegno nel mondo rotariano e nella volontà di promuovere forme associative capaci di interpretare i cambiamenti della società contemporanea. L’obiettivo non è soltanto ampliare la presenza del Rotary, ma costruire una comunità di persone disponibili a mettere competenze, professionalità e relazioni al servizio di iniziative concrete. Il nuovo Club si propone quindi come uno spazio di incontro tra esperienze diverse, nel quale la dimensione professionale possa dialogare con quella culturale e sociale. Conferenze, incontri, progetti di servizio, momenti di formazione e iniziative rivolte al territorio potranno costituire gli strumenti attraverso i quali tradurre i valori rotariani in azioni. La scelta del nome di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia assume, in questa prospettiva, un significato particolarmente contemporaneo. La sua vicenda personale testimonia infatti il valore dell’istruzione come strumento di emancipazione e di crescita della società. Riproporre oggi quella memoria significa riaffermare l’importanza della conoscenza, della formazione delle nuove generazioni e della valorizzazione delle competenze. È questa la prospettiva con cui Gilberto Padovan ha promosso la nascita del nuovo sodalizio: contribuire a un Rotary capace di rinnovarsi nelle forme, senza perdere la solidità dei propri valori, e di guardare al futuro attraverso la cultura, l’amicizia e il servizio.
Nella fotografia un incontro con il fisico Federico Faggin.

Mostra dell’iconografia storica nella Sala della Ragione ad Asolo

Ad Asolo, nella Sala della Ragione del Museo Civico, alla presenza dell’assessore Rosy Silvestrini, della responsabile dell’Archivio Storico del Museo Orietta Dissegna, dello storico Nico Cunial e della curatrice Elisa Cannelli, il giorno 8 aprile 2023 si è aperta una mostra di documenti antichi provenienti da tutto il territorio nazionale, rarità bibliografiche originali quali manoscritti miniati, incunaboli, carte geografiche, vedutistica, libri di architettura veneta del sec. XVI, libri di storia locale e incisioni dei grandi maestri dal XVI al XIX secolo.

Grande risalto è stato dato ad un particolare ed originalissimo panorama di Venezia e della sua laguna: opera nata da un progetto dell’editore vicentino Gilberto Padovan in collaborazione con l’artista Guido Albanello e terminata nel 2001 dopo circa sette anni di lavoro. La realizzazione, interamente eseguita a mano libera, prima con un disegno minuzioso a matita e poi ripassato con il pennino a china, fu data successivamente alle stampe. Ci vollero innumerevoli sopralluoghi in città e in laguna per definire con precisione documentale l’opera. La stessa appartiene ad un progetto ancora più vasto che coinvolge tutti i capoluoghi di provincia del Veneto. E’ un’opera che rappresenta la più vasta visione d’insieme di Venezia nella storia dell’iconografia a stampa. Un lavoro certosino che solo la mano e la precisione di un artista iperrealista, amante dell’architettura e della natura, ha potuto manifestarsi con un segno dettagliato e particolareggiato per diventare negli anni successivi una concreta manifestazione del talento umano, testimonianza artistica che, per la sua peculiarità documentale, percorrerà i secoli futuri come vera testimonianza di un capolavoro urbano quale rappresenta Venezia nel mondo. L’opera, esposta nel corso degli anni nei più prestigiosi musei d’Europa, è composta da sette grandi fogli di cm. 160 x 81, ed è stampata dall’editore Gilberto Padovan su carta d’arte dall’originale, in una tiratura limitata di sole 600 copie.

Onorificenza

E’ stata consegnata dal Prefetto di Vicenza Pietro Signoriello a Gilberto Padovan l’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, firmata dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi.

Venezia Panoramica – La scoperta dell’orizzonte infinito

L’editore vicentino Gilberto Padovan è stato invitato ad esporre presso la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, dal 14 maggio al 12 settembre, il disegno più esteso finora realizzato della città lagunare. Un’idea fuori del comune che l’editore ha sostenuto e progettato a fine Novecento. L’opera è di Guido Albanello che con grande perizia ha realizzato un vero proprio capolavoro documentale, composto nell’insieme (360° gradi sulla città e laguna) da sette grandi fogli di cm. 160×81.
La mostra si snoda in un percorso storico sull’iconografia a stampa, di soli grandi panorami, che gli incisori illuminati, dal XV al XX secolo, hanno immortalato nelle loro lastre.
La stessa mostra, in autunno, sarà trasferita a Mosca, grazie all’Istituto di Cultura Italiana, presso il Museo di Architettura A. V. Schusev, dimostrando ancora una volta quanto Venezia sia un instancabile motore di cultura a livello
internazionale.
La mostra ripercorre, attraverso vere e proprie opere caposaldi, gli sviluppi che nel tempo hanno portato alla nascita, a fine Settecento, del termine ‘panorama’ e delle opere che ne hanno determinato la fortuna: dalla celeberrima xilografia di Erhard Reuwich di fine ‘400, al rarissimo volto di Venezia tracciato da Giovanni Merlo nel Seicento; dalle elaborazioni tra Seicento e Settecento di una curiosa Venezia dal volto nordico ai panorami ottocenteschi dei nostri più celebri incisori, impegnati a variare e ad allargare progressivamente le loro panoramiche, in una sorta di gioco di testimonianza e apprezzamento dell’inimitabile volto veneziano, fino ai nostri giorni.
Caffi, Moro, Pividor e così via testimoniano in mostra la fortuna di un genere e portano all’ammirazione del pubblico un pacchetto di opere poco note o addirittura sconosciute che, per la prima volta, possono anche essere accostate e comparate tra loro.
La mostra si conclude con le tavole di Guido Albanello che raccoglie la sfida dei provetti panoramisti dell’Ottocento.
Attraverso immagini immersive e ricche di dettagli il libro-catalogo ripercorre la storia del panorama, dalle vignette medievali fino alle riprese dei fratelli Lumière di fine Ottocento. Ampio spazio è dedicato al grande Panorama di Venezia di Giovanni Biasin e ai suoi possibili modelli: le vedute incise o litografate dagli specialisti del genere quali
Ippolito Caffi, Antonio Lazzari, Giovanni Pividor e Marco Moro; i grandissimi panorami realizzati per le più importanti esposizioni d’arte europee; i diorami e prodotti simili che giravano di città in città per l’intrattenimento dei più curiosi, senza dimenticare le opere dei vedutisti settecenteschi, primo tra tutti Canaletto. Arricchisce il volume un catalogo completo delle opere che nei secoli hanno contribuito allo sviluppo del genere. Testi di Giandomenico Romanelli, Pascaline Vatin e Carlo Montanaro.

Video realizzato dal prof. Giandomenico Romanelli